Consigli di lettura: Fino a dopo l’equinozio

Natsume Sōseki
Fino a dopo l’equinozio
Traduzione di Andrea Maurizi
Neri Pozza 2018

Keitarō è un ragazzo romantico, geneticamente insofferente alla mediocrità e con un’ardente passione per l’inusuale. Da quando ha terminato l’università, però, la vita non gli ha concesso nulla di romanzesco. Lo ha portato soltanto a recarsi a casa di sconosciuti per consegnare lettere di raccomandazione e a trascorrere, nella pensione per scapoli in cui dimora, il resto delle ore nell’indolenza più assoluta.
Nella pensione vive anche Morimoto, un uomo oltre la trentina di una magrezza impressionante e dall’occupazione misteriosa. Dice di essere stato un marito integerrimo, di aver pescato salmoni in qualche regione di Hokkaidō, di aver progettato una società per la produzione dei tappi per gli otri di sake. Da sotto i baffi trasandati narra, insomma, con estremo garbo racconti così strani da poter essere assimilati a storie di fantasmi. Quando rientra dal lavoro, inoltre, non tralascia mai di indossare un abito nuovo fiammante con la giacca dall’ampio bavero, per poi riuscire stringendo in mano uno strano bastone da passeggio di bambù, dall’impugnatura a forma di serpente con la bocca spalancata, come se stesse per inghiottire qualcosa.
Un giorno, però, Morimoto scompare all’improvviso senza pagare l’affitto della pensione, lasciando il suo bastone da passeggio là dove lo ha sempre riposto, nel portaombrelli davanti all’ingresso. Sulla scrivania della propria stanza Keitarō trova una lettera in cui l’ex bizzarro ospite della pensione lo esorta ad appropriarsene e a farne buon uso. Un consiglio che si trasforma per il ragazzo in una persecuzione tale da spingerlo a preoccuparsi della sua salute mentale.
Libro fondamentale per accostarsi alle ultime opere in prosa di Sōseki e al loro stile narrativo, Fino a dopo l’equinozio conferma la straordinaria abilità del creatore del romanzo giapponese moderno nel descrivere con delicato struggimento le passioni che tormentano l’animo umano.

Natsume Sōseki viene unanimemente considerato come il più grande scrittore del Giappone moderno, maestro riconosciuto di Tanizaki, Kawabata e Mishima. Pseudonimo di Natsume Kinnosuke, Natsume Sōseki nacque nel 1867 a Edo da un samurai di basso rango, ultimo di sei figli. Nel 1905 pubblicò il suo primo libro: Io sono un gatto (Neri Pozza 2006). Seguirono Bocchan (Il signorino, Neri Pozza 2007) nel 1906 e Sanshiro nel 1908. Morì nel 1916 a 49 anni. Tra le sue opere ricordiamo Il viandante, Erba lungo la via e i romanzi apparsi in Italia sempre nelle edizioni Neri Pozza: Guanciale d’erba, Il cuore delle cose, E poi, La porta.

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MATSURI. Lo spirito del Giappone

Una giornata di studi aperta al pubblico inaugura il 21 novembre la mostra fotografica “MATSURI – Lo spirito del Giappone” organizzata dal POLO DI MEDIAZIONE LINGUISTICA E CULTURALE dell’Università degli Studi di Milano. La mostra sarà visitabile fino al 5 dicembre.

POLO DI MEDIAZIONE LINGUISTICA E CULTURALE
dell’Università degli Studi di Milano
P.za Indro Montanelli 1, Sesto San Giovanni (MI)
21 novembre – 5 dicembre 2017


MATSURI
Lo spirito del Giappone
Rassegna di fotografie di GORAZD VILHAR

Aistugia
CARC – Contemporary Asia Research Centre
Dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e di Studi Interculturali
Japan Foundation – Istituto Giapponese di Cultura
AsiaTeatro
La via del sake
YKIAT Trieste

Coordinamento organizzativo: Virginia Sica & Giovanna Coen

Ingresso libero

GORAZD VILHAR è uno storico dell’arte e fotografo sloveno. Dal 1985 vive in Giappone dove, con la moglie Charlotte Anderson, antropologa americana, studia la cultura e le tradizioni del Giappone.
Entrambi sono autori di molteplici libri sulla cultura giapponese, di articoli di viaggio su testate giornalistiche e siti web di settore, di lectures e attività, relative ad aspetti della tradizione giapponese, presso la Japan Society di New York e varie associazioni e istituzioni di Tōkyō e di Yokohama.
Tra le mostre più significative di Vilhar si collocano TO THE GODDESS OF LIGHT (Fuji Photo Salon, Tōkyō 1987), FOTO BYŌBU (Konica Plaza, Tōkyō 1989), MATSURI (Nikon Salon, Tōkyō 1994), 25 YEARS IN JAPAN (Fuji FilmSquare, Tōkyō 2010), DIVINE DETAIL (Cankarjev Dom, Lubiana 2011), MATSURI. JAPANESE TRADITIONAL FESTIVALS (Slovenski Etnografski Muzej, Ljubljana 2017), LO SPIRITO DEL GIAPPONE: MATSURI. FESTIVAL TRADIZIONALI GIAPPONESI (Sala Piccola Fenice, Trieste 2017).
Nel 2013 Vilhar e Anderson hanno presentato il loro ultimo libro THE LITTLE BOOK OF JAPAN (Tuttle Shokai).

Università degli Studi di Milano
POLO DI MEDIAZIONE LINGUISTICA E CULTURALE
P.za Indro Montanelli 1, Sesto San Giovanni (MI)

Martedì 21 novembre 2017
ore 10.00 – 17.00 Aula Magna

GIORNATA DI STUDIO
sul tema dei MATSURI giapponesi
Intervengono
Prof. Giovanni Turchetta
(Direttore del Dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e di Studi Interculturali)
Prof. Corrado Molteni (UniMi), Prof.ssa Virginia Sica (UniMi)
Relatori
Prof. Simone dalla Chiesa (UniMi), Carmen Covito (Presidente AsiaTeatro)
Marco Massarotto (La via del sake ), Giovanna Coen (Resp. Sez. Cultura YKIAT)

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Buddhismo e Buddhismi

BookCity Milano
MUDEC – Museo delle Culture
Spazio delle Culture
via Tortona 56, Milano

19 novembre 2017 ore 15:30
Scritti dalla Città Mondo. Buddhismo e Buddhismi
Con Rossella Marangoni e Roberta Ceolin. A cura di AsiaTeatro

Presentazione del libro di Rossella Marangoni “Buddhismo” – Editrice Bibliografica

 

Nato in India, il Buddhismo nel corso dei secoli ha saputo adattarsi a culture e ambienti differenti, dando vita a una pluralità di scuole e insegnamenti. Questo libro è una guida sintetica, ma anche chiara e rigorosa, a una via spirituale variamente intesa come religione o filosofia, di straordinaria ricchezza e complessità, e troppo spesso vittima di malintesi o di mode. Avvalendosi di immagini e suoni suggestivi del mondo buddhista, l’autrice dialogherà con Roberta Ceolin, studiosa del mondo indiano.

http://bookcitymilano.it/eventi/2017/buddhismo-e-buddhismi

 

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Per un filo di seta

Dal 28 luglio al 1 ottobre 2017

PER UN FILO DI SETA.
1867, l’Italia in Giappone.

a cura di Teresa Ciapparoni La Rocca
in collaborazione con MAO Museo d’Arte Orientale
e Link Japan 4 Events  

MAO Museo d’Arte Orientale
via San Domenico 11 – Torino

INAUGURAZIONE APERTA AL PUBBLICO
Presentazione della mostra a cura della prof.ssa Teresa Ciapparoni La Rocca
giovedì 27 luglio 2017 ore 18

Una mostra dedicata all’apertura dei rapporti fra Italia e Giappone nella seconda metà del 1800, quando militari, diplomatici e commercianti, per lo più piemontesi e lombardi, affrontarono le difficoltà del viaggio e di un paese dove erano in atto rivolgimenti politici e sociali che lo resero da feudale a moderno in un quarto di secolo. Di particolare interesse sono le testimonianze lasciate da alcuni setaioli piemontesi procacciatori di seme-bachi, ossia uova di baco da seta, che in quegli anni sfidarono innumerevoli difficoltà per difendere il prestigio dell’industria serica italiana. Tra questi vanno ricordati il Cav. Pietro Savio di Alessandria e Giovanni Battista Imberti di Racconigi che scrissero rispettivamente un prezioso diario e una raccolta di memorie.

Straordinario rilievo ebbe la figura di Vittorio Sallier de La Tour per il ruolo fondamentale svolto nel consolidarsi dei rapporti tra l’Italia ed il Giappone.
Indiscusso protagonista di questo racconto, il Conte Sallier de La Tour raggiunse il Giappone nel 1867 e vi rimase fino al 1870 stabilendosi a Yokohama – uno dei pochi porti aperti all’esterno in un Giappone che lentamente stava uscendo da secoli di isolamento – con sua moglie la contessa Mathilde Sallier de La Tour, nata Ruinart dei marchesi de Brimont.

Nella foto, scattata durante la prima missione italiana nelle regioni sericole interne del Giappone, riconosciamo al centro, a cavallo, Mathilde, la moglie del Ministro Plenipotenziario e Inviato Straordinario conte Vittorio Sailler de la Tour, a destra il Cav. Pietro Savio di Alessandria riconoscibile dal copricapo. © Filippo Alfero – MAO, Riproduzioni opere per la mostra “Per un filo di seta” Torino, 28/06/2017.

Nei libri che si sono conservati fino a noi – ricchi di disegni, di carte geografiche, di incisioni – si trovano testimonianze delle fatiche di questi viaggi avventurosi. In un’epoca dove la maggior parte delle persone nasceva e moriva senza spostarsi mai, il fascino per l’esotico li induceva ad acquistare vari
oggetti, a volte persino piccoli animali, da riportare in patria come souvenir molto speciali per quel gusto orientale, quel “giapponismo”, che di lì a poco avrebbe affascinato tutta l’Europa.
Lungo il percorso di visita, a guidarci alla scoperta di quelle vite avventurose, troveremo vecchie fotografie, immagini dell’Imperatore Meiji, xilografie (in uno splendido nishiki-e è raffigurato l’arrivo della delegazione italiana guidata da Sallier de La Tour a Maebashi nella Prefettura di Gunma), disegni (bellissimi gli schizzi di Madame Sallier de La Tour ritraenti le persone che incontrò nel 1869), porcellane e documenti inediti concessi dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, compreso il primo trattato di commercio e amicizia italo-giapponese.

LA MISSIONE ARRIVA A MAEBASHI. Nishiki-e, autore ignoto, 1859. Nel diario di M.me Sallier, il 13 giugno; nel cartiglio «giorno 5 del 5° mese»: il calendario occidentale sarebbe stato introdotto soltanto nel 1873; seguono i nomi dei membri italiani della missione e dell’interprete. Coll. privata.    © Filippo Alfero MAO, Riproduzioni opere per la mostra “Per un filo di seta”
Torino, 28/06/2017

LA MOSTRA

A cura dalla Prof.ssa Teresa Ciapparoni La Rocca
già docente di studi giapponesi presso la Facoltà di Lettere della “Sapienza” Università di Roma

in collaborazione con:
MAO Museo d’Arte Orientale e Link Japan 4 Events

Con il patrocinio di:
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Consolato Generale del Giappone a Milano
Fondazione Italia Giappone
Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi
Società Geografica Italiana

Mostra inserita tra le celebrazioni ufficiali del 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia con il riconoscimento dell’Ambasciata del Giappone in Italia.

dal volume SAVIO P., LA PRIMA SPEDIZIONE NELL’INTERNO DEL GIAPPONE E NEI CENTRI SERICOLI EFFETTUATASI NEL MESE DI GIUGNO DELL’ANNO 1869 DA SUA ECCELLENZA IL CONTE DE LA TOUR. Racconto particolareggiato del viaggio e delle nozioni ottenute sull’allevamento dei bachi non meno che sulla coltivazione e sul prodotto del suolo giapponese. Con 43 incisioni e la carta geografica del Giappone, Milano, E. Treves, 1870. Biblioteca storica della Provincia di Torino © Filippo Alfero
MAO, Riproduzioni opere per la mostra “Per un filo di seta” Torino, 28/06/2017

 

MAO Museo d’Arte Orientale Via San Domenico 11, Torino
Info t. 011.4436927 – e-mail mao@fondazionetorinomusei.it –
sito http://www.maotorino.it
Facebook MAO. Museo d’Arte Orientale | Twitter @maotorino
Orario mar-ven h 10 -18; sab-dom h 11 – 19; chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.
Tariffe Intero € 10, ridotto € 8, gratuito fino ai 18 anni e abbonati Musei Torino Piemonte

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