Sogni: concerto su testi di Natsume Sōseki

In occasione della mostra KOKESHI. La tradizione artigianale del Tōhoku allestita al MUDEC – Museo delle Culture di Milano dal 18 maggio al 2 giugno 2019 l’associazione culturale AsiaTeatro presenta SOGNI, concerto per violino, viola e voci recitanti su testi di Natsume Sōseki, ideato e interpretato da Yoko Morimyo e Giovanni Calcagno (18 maggio ore 18,30).

Questo concerto è il primo nucleo di un futuro spettacolo incentrato sulle affascinanti narrazioni di Sōseki in Yume jūya (Sogni di dieci notti), breve ma importante opera composta nella sua interezza da dieci racconti che uscirono dal 25 luglio al 5 agosto 1908 sul quotidiano Asahi shinbun di Tōkyō e Ōsaka, e furono poi raccolti in volume nel 1910.

Come scrive il professor Andrea Maurizi nell’introduzione alla sua traduzione integrale in italiano dei racconti: “Inizialmente inteso come il mezzo preferito dalle divinità per comunicare agli uomini la loro volontà e poi espressione insuperata per dare voce ai tormenti della passione amorosa e cantare la bellezza di una natura affascinante quanto effimera, il sogno è di certo uno dei topoi più duttili e di maggior impatto emotivo che la letteratura del Giappone abbia saputo plasmare. […] Il carattere surreale dei racconti di Yume jūya esemplifica a perfezione alcune delle note più rappresentative della narrativa prodotta dallo scrittore nei primi anni del Novecento quando, rientrato in Giappone dopo un soggiorno di tre anni in Inghilterra e avvicinatosi alla tecnica narrativa dello stream of consciousness, produsse opere di difficile interpretazione e caratterizzate dal gusto per la sperimentazione linguistica, dalla ricerca di un modo per descrivere le esperienze quotidiane attraverso l’utilizzo di immagini e meccanismi propri dell’irrazionalismo, dal desiderio di fornire una rappresentazione criptata e soggettiva del mondo, dalla volontà, in ultima istanza, di ricreare, all’interno della pagina scritta, una realtà in cui le allucinazioni e le suggestioni notturne prendono forma e spessore e si affiancano alle percezioni e alle emozioni sperimentabili nel corso della veglia.” [introduzione a “Sogni di dieci notti di Natsume Sōseki” in I dieci colori dell’eleganza. Saggi in onore di Maria Teresa Orsi, a cura di M. Mastrangelo e A. Maurizi,  Aracne Editrice 2013, pagg. 342-343]

 

SOGNI

concerto per violino, viola e voci recitanti
su testi di Natsume Sōseki
con Yoko Morimyo e Giovanni Calcagno

Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”
MUDEC – Museo delle Culture di Milano
18 maggio 2019 ore 18,30
ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

 

Ho fatto questo sogno: è così che Sōseki ci introduce bruscamente nel suo mondo onirico, fatto di storie misteriose a spasso nel tempo. La ritmica della scrittura e lo stile letterario conferiscono alle sue parole il potere di trasportarci immediatamente dentro potenti affreschi in continuo movimento, potrei dire dentro immaginari da grande cinema.
La sfida per noi è quella di restituire questo enorme potenziale immaginifico attraverso un percorso sonoro che stimoli lo spettatore ad avvicinarsi senza riserve ad una narrazione nella quale tutto è possibile e la logica non ha più alcun valore.
Giovanni Calcagno

 

PROGRAMMA

“Obsession” da Sei Sonate per Violino solo Op 27 di Eugène Ysaÿe (1923)
La sesta notte (lettura)
Improvvisazione con violino
La quinta notte (lettura)
N°5 da 24 Capricci per Violino solo Op.1 di Nicolò Paganini (1820)
La nona notte (lettura)
“Elegia” per Viola sola di Igor Stravinsky(1944)
La prima notte (lettura)
“Ballate” da Sei Sonate per Violino solo Op.27 di Eugène Ysaÿe (1923)

I testi sono tratti da “Sogni di dieci notti” (Yume jūya) di Natsume Sōseki.
Adattamento di Giovanni Calcagno basato sulla traduzione di Andrea Maurizi contenuta nel volume “I dieci colori dell’eleganza. Saggi in onore di Maria Teresa Orsi”, a cura di M. Mastrangelo e A. Maurizi (Aracne Editrice 2013)

Ringraziamo il maestro Bruno Riva per la calligrafia del carattere  夢 (yume)

 

Yoko Morimyo, nata a Tokyo e residente in Italia, ha conseguito il diploma di Solista nel 2003 con il M° Carlo Chiarappa al Conservatorio della Svizzera Italiana (CSI). Ha effettuato numerose registrazioni per la radio (RSI) e collaborato alla realizzazione di vari cd. Ha partecipato a festival (Biennale di Venezia, MITO etc.) e vanta collaborazioni con importanti Ensemble contemporanei (tra cui Divertimento ensemble, Icarus ensemble). Usa un violino di Ernesto de Angelis (1997) e un violino di Paolo Antonio Testore.
Sito personale: http://www.yokomorimyo.it

 

Giovanni Calcagno è un autore, attore e narratore siciliano. Al cinema è interprete (fra gli altri) per Marco Bellocchio (Buongiorno Notte, Il traditore), Giulio Manfredonia (Si Può Fare), con il quale si aggiudica il premio Ciak d’oro, Mario Martone (Noi credevamo), Luigi Lo Cascio (La città ideale), Giovanni La Pàrola (Il mio corpo vi seppellirà), Danny Boyle (Trust). In teatro è stato diretto da Mario Martone, Vincenzo Pirrotta, Luigi Lo Cascio. Coordina l’attività della Casa dei Santi insieme ad Alessandra Pescetta, con cui ha prodotto, fra l’altro, per il cinema La città senza notte e L’ombra della sposa, in concorso a Venezia 2017, e per il teatro gli spettacoli Il piccolo principe in versi e Mystic Luna Park. Ha pubblicato per A&B Edizioni, U principuzzu Nicu e Tre mele cadute dal cielo, raccolta di fiabe armene tradizionali.
Giovanni Calcagno su Wikipedia
Giovanni Calcagno su Facebook

 

 

 

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Donna e geisha, immaginario e realtà

La libreria Tempo Ritrovato in collaborazione con la casa editrice O barra O  presenta due incontri dedicati al Giappone.

Il primo appuntamento pone al centro dell’attenzione la figura della geisha: dallo stereotipo ottocentesco della femminilità passiva descritta da Pierre Loti nel suo romanzo “Kiku San – La moglie giapponese” che a lungo si è imposto come modello della donna giapponese nell’immaginario occidentale, alla cruda realtà delle “onsen geisha” che praticavano la loro professione nelle stazioni termali lontane dai raffinati ambienti cittadini, raccontate da Masuda Sayo nel libro “Il mondo dei fiori e dei salici”.

Donna e geisha, immaginario e realtà

Martedì 7 Maggio – ore 19.00

a cura di:
Carmen Covito (scrittrice e studiosa della cultura giapponese)
Maurizio Gatti (editore)

Tempo Ritrovato Libri
Corso Garibaldi 17 – Milano
Tel: 02-99293575
Email: info@temporitrovatolibri.it

 

 

Il secondo appuntamento affronterà il tema  della nascita del Giappone moderno:

In Giappone. Cronache di un cambiamento

 Albert Londres (1884-1932), oggi considerato l’inventore del moderno giornalismo d’inchiesta, nel 1922 si imbarca per l’Asia come inviato del quotidiano francese «Excelsior» per realizzare il più ambizioso dei suoi reportage. Prima tappa, il Giappone. In una serie di articoli dallo stile funambolico, ironico e a tratti irriverente, il grande cronista ci trasporta nelle strade, tra i templi, i giardini, le case da tè di Tokyo e Kyoto e i brulicanti paesaggi industriali di Osaka, ci introduce alla mentalità e alle usanze giapponesi e ci fa respirare le tensioni che accompagnano i primi passi dell’Impero del Sol levante sulla scena politica internazionale.

Mercoledì 29 Maggio – ore 19.00
In Giappone – Cronaca di un cambiamento

a cura di
prof. Corrado Molteni
Maurizio Gatti (editore)

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Conferenze al MAO di Trieste

Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto.
Storia, cultura, arte e teatro del Giappone
nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale

Ciclo di conferenze domenicali
in collaborazione con l’Associazione Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT)

10 / 17 / 24 / 31 marzo e 7 aprile 2019, ore 11.00
Civico Museo d’Arte Orientale
via San Sebastiano 1
Trieste

Il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste propone, nella sede del Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste, un ciclo di cinque conferenze domenicali intitolato Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Storia, cultura, arte e teatro del Giappone nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale, realizzato in collaborazione con l’Associazione triestina Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT) e curato da Giovanna Coen, responsabile della Sezione Cultura dell’Associazione.

Gli incontri, tenuti da esperti del settore di livello nazionale, costituiscono un’occasione per indagare e raccontare alcuni aspetti, forse poco conosciuti, della storia e della cultura giapponese, partendo dalle collezioni del Museo: prendendo spunto da una o più opere esposte, i prestigiosi relatori ne approfondiranno le tematiche, allargandosi poi alla cultura giapponese, sia tradizionale che attuale, le cui radici affondano in periodi lontani.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero.
I posti sono limitati e non è prevista prenotazione (35-40 persone).

Info:
museoarteorientale@comune.trieste.it
www.museoarteorientaletrieste.it

Con il patrocinio di
Consolato Generale del Giappone a Milano
Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation
AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi

Calendario

domenica 10 marzo 2019, ore 11.00
dott. Antonio Moscatello
Tennō e Robot: c’è spazio per l’Imperatore nel Giappone del XXI secolo?

 Il 2019 è l’anno della successione imperiale: finisce al suo 30° anno l’era Heisei. Dopo due secoli, per la prima volta, un Imperatore abdica per passare la mano al figlio. Akihito non diventerà probabilmente uno di quegli “Imperatori del Chiostro” che, dietro le quinte manovravano le fila del potere prima dell’avvento dello shogunato Kamakura, ma farà il pensionato benevolo, come sempre è stata la sua figura durante i trent’anni di regno. Eppure il suo passo – la decisione di lasciare il Trono del Crisantemo – ha un valore deflagrante per l’istituzione che incarna la storia del Giappone. L’intervento farà il punto della situazione: qual è il ruolo del Tennō nel Giappone del XXI secolo? Come vivono i giapponesi i rituali che si susseguiranno per sancire l’intronazione di Naruhito?

Antonio Moscatello, giornalista presso Askanews, si è laureato presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli in lingua e letteratura giapponese. Ha lavorato come traduttore dal giapponese e, divenuto giornalista professionista, è stato corrispondente da Tokyo dell’agenzia di stampa Ap.biscom (oggi Askanews). È stato inviato in Iraq negli anni del conflitto e poi a Budapest. Nel 2012 ha realizzato in Giappone per Askanews un’inchiesta sui rapimenti effettuati negli anni ’70 e ’80 da spie nordcoreane.

 

domenica 17 marzo 2019, ore 11.00
prof. Cristian Pallone
Uomini che odiano le donne. Stereotipi del galantuomo nel Giappone tardo-settecentesco

Prendendo spunto dalla rappresentazione xilografica dell’attore Ichikawa Ebizō nei panni di Sukeroku, personaggio di numerosi drammi del teatro Kabuki, si racconterà di alcuni stereotipi della maschilità che possono desumersi dallo spoglio della letteratura popolare a tema erotico, sentimentale e umoristico, circolata a Edo (attuale Tokyo) nella seconda metà del XVIII sec., alle soglie della modernità giapponese. Sarà analizzata in particolare la figura dell’amatore raffinato, declinato in numerose sottocategorie, che tengono anche conto dell’estrazione sociale del personaggio. Samurai, mercanti, monaci fanno la loro comparsa in veste di amanti e clienti licenziosi tra le pagine della narrativa popolare, e l’implacabile giudizio della cortigiana ne determina, caso per caso, il successo o la sconfitta. Uomini che odiano le donne e uomini che le donne odiano: una battaglia tra i sessi senza esclusione di colpi prende forma nella pungente narrativa degli autori della grande Edo.

Cristian Pallone, dottore di ricerca in Civiltà, culture e società dell’Asia presso la Sapienza-Università di Roma, dipartimento “ISO Istituto Italiano di Studi Orientali”, si interessa dello sviluppo della narrativa in formato dialogico nel Giappone del XVIII secolo, con un focus particolare sulla letteratura dei quartieri del piacere. Attualmente insegna Lingua e Letteratura giapponese presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ha al suo attivo varie pubblicazioni e traduzioni, tra cui: trascrizioni e traduzioni in italiano di iscrizioni e poesie per i cataloghi a cura di Rossella Menegazzo, Hokusai. Sulle orme del Maestro (Milano, Skira, 2017) e Hiroshige. Visioni dal Giappone (Milano, Skira, 2018).

 

domenica 24 marzo 2019, ore 11.00
maestra Paola Piras
L’estetica della natura giapponese vista attraverso l’Ikebana

«Il paesaggio, e quindi la visione e la rappresentazione della natura, è come la lingua madre. La sua presenza, tacita o esplicita, riconosciuta o latente, contiene il codice originario della nostra appartenenza» (Morelli 2011). E così è certamente per la cultura giapponese classica, che trova una sua lettura attraverso l’Ikebana, l’arte di disporre i fiori, alla cui base vi sono il profondo rapporto tra uomo e natura e un modo sempre nuovo e mutevole di concepire i fiori e l’arte di comporli.
Durante questa conferenza con dimostrazione sarà possibile accostarsi all’Ikebana, o come viene anche chiamata il kadō (La Via dei Fiori), che nasce in un contesto religioso e si sviluppa in un mondo maschile di monaci, guerrieri e letterati, fino a giungere ai giorni nostri, dove anche nelle tendenze sperimentali della contemporaneità mantiene il carattere delle sue origini. È un sapere manuale antico, come tutte le arti giapponesi, perché, come recita una massima Buddhista «sapere non è capire e per capire bisogna praticare». L’Ikebana è il frutto di una ricerca estetica, tramandata da generazioni da Maestro a discepolo e vissuta, al pari di altre arti giapponesi, come una disciplina di ricerca interiore, poiché prendersi cura del paesaggio è prendersi cura di sé.

La Maestra Paola Piras inizia il suo percorso di Ikebana a Milano nel 1975 sotto la guida di Jenny Banti Pereira, continuando i corsi presso il Chapter di Ikebana Ohara di Milano. Dal 1994 è membro dell’E.O.T.A. (European Ohara Teachers Association), partecipa regolarmente ai seminari tenuti in Europa da Maestri giapponesi ed ha al suo attivo seminari di approfondimento in Giappone.
 Tiene dimostrazioni presso Musei, Biblioteche, Enti Pubblici e Privati e partecipa a manifestazioni floreali e culturali con i suoi gruppi di studio. Insegna regolarmente Ikebana a tutti i livelli presso i gruppi che fanno capo al Chapter di Venezia.

 

domenica 31 marzo 2019, ore 11.00
prof.ssa Virginia Sica
Il “Palazzo del bramito dei cervi”, palcoscenico di un sistema politico. Architettura, arti e costumi nella Tokyo di fine ‘800

«Secondo la mia opinione, l’unico percorso è far scontrare con gli Europei i Giapponesi, di modo che si sentano personalmente a disagio, si rendano conto del loro svantaggio e assimilino una consapevolezza della vigorosità occidentale […]. Ritengo che il metodo sia favorire relazioni veramente libere tra loro […]. Solo così il nostro Impero potrà raggiungere una posizione pari a quella dei Paesi occidentali. Solo così il nostro Impero potrà essere indipendente, prospero e potente». Così dichiarava nel 1879 Inoue Kaoru (1835-1915) in un documento per il Gabinetto di cui era ministro degli Affari Esteri, nella cruciale fase storica nota come “Restaurazione Meiji”, che vedeva l’esordio del Giappone sul palcoscenico delle relazioni internazionali e la sua emersione come la prima nazione asiatica industrializzata. Per Inoue, lo strumento che favorisse quegli obiettivi doveva essere il “Palazzo del bramito dei cervi”, destinato a ricevimenti ed eventi per gli esponenti della diplomazia internazionale del tempo: il Rokumeikan, che fu il simbolo assoluto e più incisivo dei nuovi costumi sociali, artistici e culturali di era Meiji (1868-1912).

Virginia Sica è docente di Cultura giapponese (storia e letteratura) presso il Dipartimento di Mediazione linguistica e di Studi interculturali dell’Università di Milano. Dopo essersi laureata in Lingue e Civiltà orientali (indirizzo storico-letterario) presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli, si è trasferita in Giappone dal gennaio 1989, dove ha insegnato per alcuni anni presso il Dipartimento di Estetica (Facoltà di Lettere), della Tōhoku Kokuritsu Daigaku (Università Statale del Tōhoku). Al rientro in Italia, dopo un’esperienza presso una holding giapponese con sede a Milano, ha ripreso l’attività didattica dal 2006. È socio AISTUGIA (Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi), membro del CARC (Contemporary Asia Research Centre), socio di Asia Teatro e attualmente coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università di Milano Asia Pacifico.

 

domenica 7 aprile 2019, ore 11.00
dott.ssa Carmen Covito
Onnagata. Il labirinto dei generi nel teatro giapponese

Nel teatro Kabuki il termine “Onnagata” indica gli attori specializzati nei ruoli femminili. La loro arte, formalizzata tre secoli fa da grandi interpreti come Yoshizawa Ayame, costituisce ancora oggi uno degli aspetti più affascinanti del teatro giapponese e nel corso del tempo ha lasciato tracce profonde nella sensibilità del Giappone, ispirando i pittori ukiyo-e ampiamente rappresentati nel Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste ma anche scrittori moderni, come Mishima Yukio, e persino fenomeni della cultura pop contemporanea.

Carmen Covito, scrittrice e nipponista, è nota per un romanzo di successo dal quale sono stati tratti un film e uno spettacolo teatrale: La bruttina stagionata (Premio Bancarella 1993). Ha pubblicato successivamente altri romanzi, sempre caratterizzati dalla contaminazione di linguaggi, di genti e di registri stilistici diversi. Oggi dirige la rivista di studi online “AsiaTeatro” (www.asiateatro.it) ed è vicepresidente dell’associazione culturale shodo.it per la diffusione della calligrafia sino-giapponese.

 

 

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Shintoismo alla Galleria Nobili

Paraventi Giapponesi – Galleria Nobili
è lieta di invitarvi alla presentazione di

SHINTOISMO
Editrice Bibliografica, 2018

l’autrice Rossella Marangoni dialoga con Carmen Covito

Domenica 27 Gennaio 2019 ore 16.00

L’insieme composito di riti, culti e concezioni del sacro di varia provenienza che si svilupparono nel Giappone arcaico e che vennero successivamente compresi nella definizione convenzionale, seppur problematica, di shintō (lett.“la via dei kami”), è stato considerato a lungo come la religione autoctona giapponese, ancestrale e immutabile, caratterizzata da una supposta “unicità”. Pur essendo ancora a volte presentato in tal modo, lo shintō è da circa un quarantennio sottoposto a una revisione interpretativa volta a metterne in luce la natura di fenomeno religioso eterogeneo e complesso, caratterizzato da una dialettica fra continuità e cambiamento, tra riti della regalità e pratiche di devozione popolare continuamente creati e rinnovati nel corso dei secoli. Questa breve introduzione vuole essere un invito a non limitarsi alle interpretazioni tradizionali e precostituite dello shintō bensì a prendere in esame una visione problematica di questa tradizione che ha interessato tutti gli aspetti della sfera emotiva dei Giapponesi, condizionandone le idee sulla natura, sull’esistenza e sulla morte, sulla società, sulla politica, sull’estetica: una tradizione ben viva nella quotidianità del Giappone contemporaneo.

Partecipazione libera, gradita prenotazione via mail a info@paraventigiapponesi.it

Rossella Marangoni, nipponista milanese, laureata in Lingua e Letteratura Giapponese presso l’Università di Torino, è membro dell’Associazione Italiana di Studi Giapponesi e vicepresidente di AsiaTeatro. Tiene conferenze, corsi e seminari in particolare su tematiche collegate all’esperienza del sacro in Giappone e alla cultura teatrale ed estetica di periodo Edo (1603-1858). È autrice di Zen, dizionario iconografico, opera tradotta in più lingue, e di numerosi saggi sulla cultura giapponese. Per Editrice Bibliografica ha pubblicato inoltre Buddhismo. Un’introduzione allo Zen è in corso di preparazione per la stessa casa editrice.

Carmen Covito, scrittrice, è presidente dell’associazione culturale AsiaTeatro e dirige l’omonima rivista di studi online (www.asiateatro.it). Autrice di romanzi quasi sempre all’insegna della contaminazione di linguaggi, di genti e di registri stilistici diversi, si occupa da molti anni di diffondere la conoscenza della cultura giapponese. Membro dell’Aistugia (Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi) dal 1985, è anche socia fondatrice e vicepresidente dell’associazione culturale shodo.it che promuove la pratica della calligrafia sino-giapponese.

 

PARAVENTI GIAPPONESI – GALLERIA NOBILI
Via Marsala 4 20121 Milano Telefono +39026551681
Lunedì 15.30-19.00; da Martedì/Sabato 11.00-19.00
Telefono +39026551681
info@paraventigiapponesi.it

www.paraventigiapponesi.it

 

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La carta in Cina e in Giappone

Al Salone della Cultura

Superstudio Più
Via Tortona, 27, 20144 Milano

Domenica 20 gennaio ore 16 – Sala conferenze


La carta e i libri senza carta

Tavola rotonda con la presentazione dei volumi della Collana Biblioteca ICOO, Edizioni ICOO-Luni Editrice

I libri in Cina prima dell’invenzione della carta

Manuale pratico della fabbricazione della carta

Intervengono:

Isabella Doniselli Eramo, sinologa, vice-presidente ICOO
Carmen Covito, scrittrice, nipponista, vice presidente dell’Associazione shodo.it
Marco Brunello, maestro cartaio di Cartiera Clandestina

 

 

L’Istituto ICOO anche quest’anno parteciperà al Salone della Cultura (19-20 gennaio 2019 – www.salonedellacultura.it ) con un proprio stand, per presentare le attività svolte e i progetti per il futuro. Lo stand sarà anche un punto di incontro e di scambio di idee tra e con gli associati e con tutti coloro che sono interessati all’approfondimento della conoscenza delle culture dell’Asia e della lunga vicenda di reciproche influenze tra Oriente e Occidente.

Per la presentazione di alcuni volumi della Collana di Studi sull’Oriente “Biblioteca ICOO”, pubblicata in collaborazione con Luni Editrice, sono previsti tre incontri con la partecipazione di eminenti personalità dell’orientalistica, autori e curatori dei libri della collana. Tra questi, la scrittrice Carmen Covito, profonda conoscitrice della cultura giapponese; Jolanda Guardi, arabista e professore associato di lingua e cultura araba; Michele Brunelli, docente universitario e attento studioso della storia e della cultura dell’antica Persia; Anna Maria Martelli, insegnate e studiosa delle tradizioni culturali arabe. 

Gli altri incontri ICOO:

Sabato 19 gennaio, ore 18.00 nel salottino “Corner”
Presentazione di La medicina araba di Jolanda Guardi – Collana Biblioteca ICOO, Edizioni ICOO-Luni Editrice
Intervengono:
Jolanda Guardi, arabista, autrice del volume
Giacomo Longhi, traduttore dall’arabo e dal persiano
Isabella Doniselli Eramo, coordinatrice della collana Biblioteca ICOO

Domenica 20 gennaio, ore 12.00 nel salottino “Corner”
Presentazione di Arte islamica in Italia, a cura di Anna Maria Martelli e Isabella Doniselli Eramo – Collana Biblioteca ICOO, Edizioni ICOO-Luni Editrice
Intervengono:
Anna Maria Martelli, arabista, curatrice del volume
Michele Brunelli, professore di Storia delle Istituzioni e delle Civiltà islamiche
Isabella Doniselli Eramo, vice presidente ICOO

Ogni evento sarà seguito da un momento di incontro con gli autori e i relatori e da “firma copia” presso lo stand di ICOO

www.icooitalia.it

 

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