Erbe senza radici

Se vi incuriosisce il teatro kabuki, non potete perdere il Libro Secondo di “Erbe senza radici”. Se volete ridere come si rideva nell’epoca Edo, non potete perdere neanche una riga di tutto questo piccolo capolavoro di umorismo, irriverenza e satira, nella smagliante traduzione di Cristian Pallone.
 
“Erbe senza radici” (Nenashigusa), scritto nel 1763, segnò l’esordio letterario di Hiraga Gennai (1728-1780), figura particolarissima del XVIII secolo giapponese: samurai senza padrone, esperto di materia medica, discente dilettante di olandese, cinese e latino, inventore e studioso di elettrostatica e chimica. Le vicende del romanzo si sviluppano a cavallo di più mondi, tra Inferno, Paradiso, il Palazzo del re drago in fondo al mare e tra i flutti del fiume Sumida, a Edo, l’attuale Tokyo. La storia si apre con la morte per acqua di un attore di ruoli femminili del teatro kabuki (realmente avvenuta nello stesso 1763) e ne svela solo alla fine il mistero, raccontando nel mezzo l’inaspettato coming out del re degli Inferi e le origini del teatro kabuki in una versione del mito della dea Amaterasu molto poco ortodossa.
 
 
 
Hiraga Gennai
Erbe senza radici
a cura di Cristian Pallone
Aracne editrice, 2020
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