Takuboku

Una scrittura di inquietante modernità.

Diario in caratteri latini
di Takuboku Ishikawa, a cura di Maria Chiara Migliore e Luca Capponcelli,
Carocci, 2020

ISBN-10: 8843099329
ISBN-13: 978-8843099320
Copertina flessibile: 112 pagine

Ishikawa Takuboku (1886-1912) è uno dei poeti moderni giapponesi più popolari e amati in patria, ma poco considerato dalla critica letteraria occidentale. La sua vita si intreccia con i radicali cambiamenti sociali e culturali del Giappone di primo Novecento, caratterizzato da un rapido processo di modernizzazione che tuttavia genera anche una realtà percepita come profondamente contraddittoria, smarrita com’è tra modernità e perdita dei valori tradizionali. Forse proprio l’appartenenza a questo momento storico spiega l’inquietudine esistenziale di Takuboku e la sua incapacità a porvi rimedio. Qui presentiamo per la prima volta in forma integrale il diario, che scrisse dal 7 aprile al 16 giugno del 1909, in cui descrive senza veli la sua realtà interiore, anche nei suoi aspetti più degradanti, sempre alla ricerca di un Io in bilico tra l’autoesaltazione e l’autocommiserazione. Le sue annotazioni giornaliere tratteggiano vividamente non solo la sua vita ma anche l’ambiente dei letterati attivi a Tokyo, con le loro contraddizioni e le loro istanze per una nuova letteratura. Per profondità psicologica e sperimentazione letteraria, il diario occupa una posizione unica nel panorama della letteratura giapponese moderna.

 

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Giapponeserie d’autunno – Pierre Loti

Tra il 1885 e il 1901 Pierre Loti soggiorna per ben cinque volte in Giappone, rimanendone profondamente colpito.
In questo testo, il grande scrittore-viaggiatore raccoglie i resoconti delle sue esperienze giapponesi dell’autunno del 1886. Una serie di impressioni che riguardano tanto i luoghi simbolo quanto gli aspetti sociali del paese del Sol Levante che, in pieno periodo Meiji, si sta aprendo al mondo.
La scrittura di Loti fissa in vividissime istantanee le visite ai templi di Kyoto, il pellegrinaggio a Nikkō, le corse in rikisha per i quartieri di Edo, un ricevimento occidentalizzante al Palazzo del Bramito dei Cervi (Rokumeikan), la festa dei crisantemi nel giardino del palazzo imperiale…
Giapponeserie d’autunno trasmette da una parte lo stupore di un occidentale di fine XIX secolo davanti a una realtà a tratti impenetrabile, dall’altra la malinconia che nasce dalla consapevolezza che presto quel mondo dalle tradizioni millenarie svanirà sotto le spinte omologanti della modernizzazione.

Pierre Loti
Giapponeserie d’autunno
Traduzione di Maurizio Gatti
O barra O, 2019, pp. 190
ISBN: 9788869680717

 

https://www.obarrao.com/libro/9788869680717

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Poesie che hanno una storia

Man’yōshū. Raccolta delle diecimila foglie
Libro XVI: Poesie che hanno una storia e poesie varie
a cura di: Maria Chiara Migliore
Testo giapponese a fronte.
Carocci Editore 2019
Collana: Biblioteca Medievale Testi
ISBN: 9788843095032
Pagine: 136

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La più antica antologia della poesia giapponese, il capolavoro dell’epoca Nara, è anche la più libera. Le antologie imperiali successive limitarono i temi, i registri poetici, i valori estetici e la condizione sociale degli autori, mentre nel Man’yōshū troviamo le canzoni delle guardie di frontiera accanto alle più raffinate liriche degli aristocratici di corte, composizioni lunghe di modello cinese accanto alla forma del waka che sarebbe diventata quella tradizionale.

Questa varietà è particolarmente visibile nel libro XVI del Man’yōshū, tradotto per la prima volta in italiano in questo piccolo, prezioso volume da Maria Chiara Migliore, autrice anche del ricco saggio introduttivo.

Le prime trenta poesie del libro sono caratterizzate come “poesie che hanno una storia” perché sono precedute da un brano in prosa che ne racconta le circostanze della composizione, e spesso si tratta di una vicenda leggendaria o romanzesca. Nelle “poesie varie” sono comprese invece diverse tipologie, alcune delle quali veramente straordinarie: come le canzoni dei mendicanti, che facevano probabilmente parte del repertorio di artisti girovaghi, e le poesie dei pescatori del Sud che piangono la morte in mare di uno di loro.  In tutto il libro le poesie d’amore coesistono con altre che parlano di “cose che fanno paura”, componimenti di carattere religioso si alternano a poesie umoristiche che spaziano dal nonsense all’ironia, dalla garbata presa in giro all’uso compiaciuto della volgarità. In tutte si respira un senso di spontaneità che costituisce una vera e propria eccezione nell’ambito del canone poetico classico e trova immediata corrispondenza con la sensibilità del lettore moderno.

Maria Chiara Migliore insegna Lingua e Letteratura giapponese presso l’Università del Salento. Si occupa di letteratura classica e di filologia giapponese, nonché della produzione letteraria giapponese in lingua cinese dei periodi antico e classico. Ha pubblicato tra l’altro “Nihon ryoiki. Cronache soprannaturali e straordinarie del Giappone” (Carocci 2010), “Inferni temporanei. Visioni dell’aldilà dall’estremo Oriente all’estremo Occidente” (Carocci 2012).

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Donna e geisha, immaginario e realtà

La libreria Tempo Ritrovato in collaborazione con la casa editrice O barra O  presenta due incontri dedicati al Giappone.

Il primo appuntamento pone al centro dell’attenzione la figura della geisha: dallo stereotipo ottocentesco della femminilità passiva descritta da Pierre Loti nel suo romanzo “Kiku San – La moglie giapponese” che a lungo si è imposto come modello della donna giapponese nell’immaginario occidentale, alla cruda realtà delle “onsen geisha” che praticavano la loro professione nelle stazioni termali lontane dai raffinati ambienti cittadini, raccontate da Masuda Sayo nel libro “Il mondo dei fiori e dei salici”.

Donna e geisha, immaginario e realtà

Martedì 7 Maggio – ore 19.00

a cura di:
Carmen Covito (scrittrice e studiosa della cultura giapponese)
Maurizio Gatti (editore)

Tempo Ritrovato Libri
Corso Garibaldi 17 – Milano
Tel: 02-99293575
Email: info@temporitrovatolibri.it

 

 

Il secondo appuntamento affronterà il tema  della nascita del Giappone moderno:

In Giappone. Cronache di un cambiamento

 Albert Londres (1884-1932), oggi considerato l’inventore del moderno giornalismo d’inchiesta, nel 1922 si imbarca per l’Asia come inviato del quotidiano francese «Excelsior» per realizzare il più ambizioso dei suoi reportage. Prima tappa, il Giappone. In una serie di articoli dallo stile funambolico, ironico e a tratti irriverente, il grande cronista ci trasporta nelle strade, tra i templi, i giardini, le case da tè di Tokyo e Kyoto e i brulicanti paesaggi industriali di Osaka, ci introduce alla mentalità e alle usanze giapponesi e ci fa respirare le tensioni che accompagnano i primi passi dell’Impero del Sol levante sulla scena politica internazionale.

Mercoledì 29 Maggio – ore 19.00
In Giappone – Cronaca di un cambiamento

a cura di
prof. Corrado Molteni
Maurizio Gatti (editore)

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Consigli di lettura: Mishima e la storia

Due testi di grande bellezza che erano ancora inediti in Italia:

Mishima Yukio
Medioevo
&
Il palazzo del bramito dei cervi
Atmosphere Libri, 2019
traduzione dal giapponese e postfazione “Mishima, la storia e vicende segrete” di Virginia Sica

ISBN: 9788865642917

Medioevo (Chūsei, 1945-46), racconto storico giovanile, narra dell’invaghimento mistico dello shōgun Yoshimasa (XV sec.) per una tartaruga gigante, che egli crede essere la reincarnazione del defunto figlio Yoshihisa; un’opera breve ma complessa, scandita da un linguaggio aulico e coltissimo, dalla sintassi ricercata che, già di per sé, è esempio concreto del modello estetico di Mishima.

Il palazzo del bramito dei cervi. È il 3 novembre 1886: il Conte Kageyama ospiterà un ballo al famoso Rokumeikan, la sede stessa della cultura e dell’architettura europea, in onore del compleanno dell’Imperatore, e qui, a questo simbolo della contorta relazione del Giappone con l’Occidente, le molte tensioni dell’opera si scontrano. La moglie di Kageyama, Asako, un’ex geisha, deve affrontare i fantasmi del suo passato quando un ex amore, Kiyohara, leader della coalizione antigovernativa, arriva per il ballo, inconsapevole che un attentato sulla sua vita è stato pianificato dallo stesso Conte Kageyama. Aggiunto all’intrigo politico, l’elemento umano dell’amore perduto e ritrovato di recente – l’amore duraturo di Asako per Kiyohara e il nuovo amore di Akiko per Hisao, Kiyohara e l’amante di Asako – si intrecciano con un tragico epilogo, prevedibile ma comunque avvincente.

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