Oriente MUDEC

Il MUDEC – Museo delle Culture di Milano presenta il progetto Oriente MUDEC, che dal 1° ottobre 2019 al 2 febbraio 2020 coinvolgerà tutti gli spazi espositivi del museo e racconterà da diversi punti di vista – artistico, storico ed etnografico – i reciproci scambi tra Giappone ed Europa attraverso il tempo e l’incontro culturale tra i due mondi. Oriente MUDEC, organizzato dal Comune di Milano e 24 Ore Cultura, si articola in due mostre e un ricco palinstesto di conferenze, laboratori e altre iniziative. 

Quando il Giappone scoprì l’Italia. Storie di incontri (1585-1890)

UNA MOSTRA MUDEC – Museo delle Culture – Comune di Milano 
A CURA DI Anna Antonini, Giorgia Barzetti, Paola Di Rico, Marisa Di Russo, Rossella Menegazzo, Corrado Molteni, Anna Maria Montaldo, Francesco Morena, Carolina Orsini, Alberto Rocca, Marino Viganò.
Con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano e con la collaborazione dei Dipartimenti di Scienze della Mediazione Linguistica e di Studi Interculturali, e di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli studi di Milano,  Fondazione Trivulzio, Veneranda Biblioteca Ambrosiana.

Questa mostra, a ingresso libero, è presentata negli spazi della collezione permanente del Mudec, riallestiti per questa occasione, e illustra mediante alcuni casi esemplari i primi rapporti tra l’Italia e il mondo giapponese e, attraverso di essi, l’immaginario che da entrambe le parti veniva formandosi.
La prima sezione, dedicata a “Ito Mancio e le ambascerie giapponesi 1585–1615”, racconta gli inizi della mutua conoscenza tra i due paesi, dedicando grande attenzione al passaggio in Italia, nel 1585, della cosiddetta ambasceria Tenshō.
La curiosità occidentale verso il Giappone si manifestò in un primo momento con il tentativo di tracciare mappe di quella terra,  o per visione diretta come le mappe riportate dai portoghesi, o ad esse ispirate, come l’Ortelius o la mappa redatta a Milano da Urbano Monte. A partire dal 1549 la Compagnia di Gesù, e altri ordini religiosi dopo il 1586, inviarono diversi missionari in terra giapponese attraverso la mediazione portoghese. Nasce l’arte nanban, “dei barbari del sud”, ovvero la produzione di oggetti con tecniche giapponesi ma forme occidentali. In questo contesto Alessandro Valignano, tra i responsabili della missione gesuita in Giappone, organizza il viaggio di 4 giovani nobili giapponesi originari dell’isola di Kyūshū convertiti al cristianesimo verso l’allora centro del mondo cristiano, Roma e l’Italia.
Nel 1585 i quattro “ambasciatori” dopo diverse tappe entrano a Milano, per restarvi circa 10 giorni. Qui vengono ritratti a colori da Urbano Monte nel manoscritto custodito nella Biblioteca Ambrosiana, straordinariamente esposto in questa mostra. Durante la visita a Venezia il capo delegazione Ito Mancio viene ritratto in un quadro a olio, probabilmente da Domenico Tintoretto, così come viene riportato nelle cronache raccolte da Guido Gualtieri. Il dipinto, recentemente ritrovato, viene esposto per la prima volta in Europa proprio in occasione di questa mostra, grazie alla generosa collaborazione della Fondazione Trivulzio.  Insieme, troviamo esposto un importante documento proveniente dall’Archivio di Stato di Mantova, una lettera gratulatoria di Ito Mancio al duca Guglielmo Gonzaga.

Ito Mancio (1569-1612) Lettera di Ito Mancio al duca Guglielmo Gonzaga (con trascrizione coeva)
2 agosto 1585. Inchiostro nero su carta di riso Archivio Gonzaga – Archivio di Stato di Mantova, Mantova [Busta 1703, c. 779 bis]

Il percorso prosegue focalizzando l’attenzione sulla seconda “ambasceria” giapponese in Italia, quella del 1615. La seconda ambasceria, pur non arrivando a Milano, costituisce un’altra importante tappa dei rapporti tra l’Italia e il Giappone prima della chiusura definitiva dei porti giapponesi e l’adozione della politica di isolamento (sakoku), che rimarrà in vigore fino al 1853.  A documentarla in mostra è un ritratto famoso, quello del capomissione Hasekura Tsunenaga, attribuito al pittore Archita Ricci.

Attribuito a Archita Ricci (1560-1635) Ritratto di Hasekura Tsunenaga
1615 ca. Olio su tela. Proprietà privata della famiglia Cavazza Isolani, Bologna [s.n.]

Il percorso si concentra poi sul momento della riapertura, e sul ruolo di alcuni collezionisti e commercianti milanesi nella formazione delle “Civiche raccolte di arte giapponese” ora conservate al MUDEC. La seconda sezione è infatti interamente dedicata alla figura del Conte Giovanni Battista Lucini Passalacqua e al suo “Museo Giapponese” costituito da oltre 150 opere tra bronzi, tessuti, porcellane, lacche e altri oggetti, tra cui la meravigliosa portantina laccata “onna norimono” e una magnifica serie di tessuti, maschere e costumi del teatro Nō.

ORARI: Lun 14.30-19.30; Mar, Mer, Ven, Dom 09.30-19.30;
Gio, Sab 9.30-22.30
L’INGRESSO È LIBERO / MUDEC Museo delle Culture
via Tortona 56, CAP 20144 Milano
http://www.mudec.it/ita/mostre-in-corso-2/

Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone

UNA MOSTRA 24 ORE Cultura
A CURA DI Flemming Friborg e Paola Zatti

La mostra “Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone” illustra attraverso una selezione ampia e diversificata di opere provenienti dall’Italia e dall’estero lo sviluppo di quel gusto orientato verso il Giappone che pervase la cultura artistica occidentale tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, in particolar modo in Francia e in Italia, approfondendo le dinamiche dei variegati interscambi artistici di quel periodo. L’analisi storico-artistica riserva una particolare attenzione al contesto di relazioni commerciali, avventure imprenditoriali e forte curiosità globale caratteristici dell’epoca. Nel variegato contesto del gusto internazionale per il Giappone e della sua influenza sulle arti, la mostra si focalizza sui maggiori tra gli artisti italiani ed europei che hanno subito l’incanto del Giapponismo, esponendo alcuni dei capolavori assoluti dell’epoca: da De Nittis a Rodin, da Chini a Induno, da Van Gogh a Gauguin e Fantin Latour.

In mostra oltre 170 opere tra dipinti, stampe, oggetti d’arredo, sculture e oggetti di arte applicata, provenienti da importanti musei italiani e europei e da collezionisti privati.

Autore: Induno Gerolamo (1825-1890) Titolo: La giapponesina
Anno: 1880-1885 Tecnica: olio su tela Dim SC: 45×34,8 cm
Prestatore: collezione privata Crediti fotografici: Courtesy Enrico Gallerie d’Arte, Milano
Autore: Chini Galileo (1873-1956) Titolo: Paravento “Turandot”, fronte Anno: 1926
Tecnica: Olio su tela
Dim SC: cm 185 x 212 x 3 Prestatore: Parma, collezione privata
Autore: Chini Galileo (1873-1956) Titolo: Paravento “Turandot”, retro Anno: 1926
Tecnica: Olio su tela
Dim SC: cm 185 x 212 x 3 Prestatore: Parma, collezione privata

http://www.mudec.it/ita/impressioni-d-oriente/

ORARI: Lunedì 14.30 – 19.30; Martedì – mercoledì – venerdì – domenica 9.30 – 19.30;Giovedì – sabato 9.30 – 22.30
La biglietteria chiude un’ora prima (ultimo ingresso)
I biglietti sono acquistabili al seguente link: http://www.ticket24ore.it/ita/tour/impressioni-d-oriente-arte-e-collezionismo-tra-europa-e-giappone/180?fbclid=IwAR1RdFwxvTkY1FhTXnlth8yZsqT5GUEePZMseEAcxlhSXzLwNdx66RuKlRk

Autore: Ito Shinsui (Itō Hajime, 1898-1972) Titolo: Notte di neve
Anno: 1923
Tecnica: Xilografia
Dim SC: cm 32,3 x 22,9
Dim CC: cm 50 x 70
Prestatore: collezione privata

 

 

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