Sogni: concerto su testi di Natsume Sōseki

In occasione della mostra KOKESHI. La tradizione artigianale del Tōhoku allestita al MUDEC – Museo delle Culture di Milano dal 18 maggio al 2 giugno 2019 l’associazione culturale AsiaTeatro presenta SOGNI, concerto per violino, viola e voci recitanti su testi di Natsume Sōseki, ideato e interpretato da Yoko Morimyo e Giovanni Calcagno (18 maggio ore 18,30).

Questo concerto è il primo nucleo di un futuro spettacolo incentrato sulle affascinanti narrazioni di Sōseki in Yume jūya (Sogni di dieci notti), breve ma importante opera composta nella sua interezza da dieci racconti che uscirono dal 25 luglio al 5 agosto 1908 sul quotidiano Asahi shinbun di Tōkyō e Ōsaka, e furono poi raccolti in volume nel 1910.

Come scrive il professor Andrea Maurizi nell’introduzione alla sua traduzione integrale in italiano dei racconti: “Inizialmente inteso come il mezzo preferito dalle divinità per comunicare agli uomini la loro volontà e poi espressione insuperata per dare voce ai tormenti della passione amorosa e cantare la bellezza di una natura affascinante quanto effimera, il sogno è di certo uno dei topoi più duttili e di maggior impatto emotivo che la letteratura del Giappone abbia saputo plasmare. […] Il carattere surreale dei racconti di Yume jūya esemplifica a perfezione alcune delle note più rappresentative della narrativa prodotta dallo scrittore nei primi anni del Novecento quando, rientrato in Giappone dopo un soggiorno di tre anni in Inghilterra e avvicinatosi alla tecnica narrativa dello stream of consciousness, produsse opere di difficile interpretazione e caratterizzate dal gusto per la sperimentazione linguistica, dalla ricerca di un modo per descrivere le esperienze quotidiane attraverso l’utilizzo di immagini e meccanismi propri dell’irrazionalismo, dal desiderio di fornire una rappresentazione criptata e soggettiva del mondo, dalla volontà, in ultima istanza, di ricreare, all’interno della pagina scritta, una realtà in cui le allucinazioni e le suggestioni notturne prendono forma e spessore e si affiancano alle percezioni e alle emozioni sperimentabili nel corso della veglia.” [introduzione a “Sogni di dieci notti di Natsume Sōseki” in I dieci colori dell’eleganza. Saggi in onore di Maria Teresa Orsi, a cura di M. Mastrangelo e A. Maurizi,  Aracne Editrice 2013, pagg. 342-343]

 

SOGNI

concerto per violino, viola e voci recitanti
su testi di Natsume Sōseki
con Yoko Morimyo e Giovanni Calcagno

Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”
MUDEC – Museo delle Culture di Milano
18 maggio 2019 ore 18,30
ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

 

Ho fatto questo sogno: è così che Sōseki ci introduce bruscamente nel suo mondo onirico, fatto di storie misteriose a spasso nel tempo. La ritmica della scrittura e lo stile letterario conferiscono alle sue parole il potere di trasportarci immediatamente dentro potenti affreschi in continuo movimento, potrei dire dentro immaginari da grande cinema.
La sfida per noi è quella di restituire questo enorme potenziale immaginifico attraverso un percorso sonoro che stimoli lo spettatore ad avvicinarsi senza riserve ad una narrazione nella quale tutto è possibile e la logica non ha più alcun valore.
Giovanni Calcagno

 

PROGRAMMA

“Obsession” da Sei Sonate per Violino solo Op 27 di Eugène Ysaÿe (1923)
La sesta notte (lettura)
Improvvisazione con violino
La quinta notte (lettura)
N°5 da 24 Capricci per Violino solo Op.1 di Nicolò Paganini (1820)
La nona notte (lettura)
“Elegia” per Viola sola di Igor Stravinsky(1944)
La prima notte (lettura)
“Ballate” da Sei Sonate per Violino solo Op.27 di Eugène Ysaÿe (1923)

I testi sono tratti da “Sogni di dieci notti” (Yume jūya) di Natsume Sōseki.
Adattamento di Giovanni Calcagno basato sulla traduzione di Andrea Maurizi contenuta nel volume “I dieci colori dell’eleganza. Saggi in onore di Maria Teresa Orsi”, a cura di M. Mastrangelo e A. Maurizi (Aracne Editrice 2013)

Ringraziamo il maestro Bruno Riva per la calligrafia del carattere  夢 (yume)

 

Yoko Morimyo, nata a Tokyo e residente in Italia, ha conseguito il diploma di Solista nel 2003 con il M° Carlo Chiarappa al Conservatorio della Svizzera Italiana (CSI). Ha effettuato numerose registrazioni per la radio (RSI) e collaborato alla realizzazione di vari cd. Ha partecipato a festival (Biennale di Venezia, MITO etc.) e vanta collaborazioni con importanti Ensemble contemporanei (tra cui Divertimento ensemble, Icarus ensemble). Usa un violino di Ernesto de Angelis (1997) e un violino di Paolo Antonio Testore.
Sito personale: http://www.yokomorimyo.it

 

Giovanni Calcagno è un autore, attore e narratore siciliano. Al cinema è interprete (fra gli altri) per Marco Bellocchio (Buongiorno Notte, Il traditore), Giulio Manfredonia (Si Può Fare), con il quale si aggiudica il premio Ciak d’oro, Mario Martone (Noi credevamo), Luigi Lo Cascio (La città ideale), Giovanni La Pàrola (Il mio corpo vi seppellirà), Danny Boyle (Trust). In teatro è stato diretto da Mario Martone, Vincenzo Pirrotta, Luigi Lo Cascio. Coordina l’attività della Casa dei Santi insieme ad Alessandra Pescetta, con cui ha prodotto, fra l’altro, per il cinema La città senza notte e L’ombra della sposa, in concorso a Venezia 2017, e per il teatro gli spettacoli Il piccolo principe in versi e Mystic Luna Park. Ha pubblicato per A&B Edizioni, U principuzzu Nicu e Tre mele cadute dal cielo, raccolta di fiabe armene tradizionali.
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Narrazioni melodiche del Giappone

Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33 – Milano
sala Bausch | lunedì 11 giugno 2018
ore 19:30

Asiateatro e Teatro dell’Elfo presentano:

NARRAZIONI MELODICHE DEL GIAPPONE

Nanafuku Tamagawa (Rōkyoku-shi) e Mifune Sawamura (shamisen)
interpretano

SENDAI NO ONIFUFU (L’INVINCIBILE COPPIA DI SENDAI)
CENERENTOLA (adattamento per Rōkyoku della Cenerentola di Charles Perrault, a cura di Nanafuku Tamagawa)

introducono Matilde Mastrangelo e Stefano Romagnoli (Dipart. ISO “Sapienza” Università di Roma)

coproduzione Asiateatro e Teatro dell’Elfo
in collaborazione con Agenzia degli Affari Culturali del governo giapponese, Istituto Giapponese di Cultura/Japan Foundation, Istituto Italiano di Studi Orientali Università di Roma Sapienza.

 

Una cantastorie dei nostri giorni, accompagnata dalla suggestiva musica dello shamisen, declamerà in chiave Rōkyoku due affascinanti storie leggendarie: Sendai no onifufu (L’invincibile coppia di Sendai), tratta dalla tradizione fiabesca giapponese, e Cenerentola, reinterpretazione originale di Nanafuku Tamagawa della celeberrima fiaba di Charles Perrault. Sul palco, con la sua irrefrenabile verve di declamatrice Rōkyoku, la stessa Nanafuku Tamagawa (attrice, autrice, produttrice di eventi Rōkyoku), affiancata allo shamisen da Mifune Sawamura.
Lo spettacolo, in lingua originale con sottotitoli in italiano, sarà preceduto da un’introduzione a cura della prof.ssa Matilde Mastrangelo e del dott. Stefano Romagnoli della “Sapienza” Università di Roma.

 

 

©foto di Yoshinori Mido

Nanafuku Tamagawa, declamatrice Rōkyoku

Allieva di Fukutaro Tamagawa II, nel 1995 debutta nel mondo delle arti declamatorie come musicista di shamisen per Rōkyoku. Affascinata allo stesso tempo dal ruolo di narratore, nel 2001 interrompe la carriera di musicista per dedicarsi alla declamazione. Dal 2004 lavora anche come produttrice e curatrice di adattamenti per Rōkyoku di celebri storie come Cenerentola e La Traviata. Nel 2006 assume il nome d’arte Nanafuku, congedandosi dal vero nome Mihoko. La sua versatilità le offre spesso occasioni di collaborazione con artisti e musicisti di diversi ambiti performativi e musicali. Insegna presso la Kyoto University of Art and Design. È stata nominata “ambasciatrice culturale del Giappone” per l’anno 2018 dall’Agenzia per gli Affari Culturali del governo giapponese, con il compito di far conoscere all’estero la sua arte.

 

©foto di Yoshinori Mido

Mifune Sawamura, shamisen

Originaria della Prefettura di Chiba, durante gli studi universitari Sawamura subisce il fascino della musica del gidayu shamisen (un tipo di shamisen a metà tra il nagauta e lo Tsugaru shamisen) e, in particolare, rimane colpita dall’abilità della musicista Toyoko Sawamura, ascoltata in occasione di uno spettacolo al teatro Kibatei e della quale divenetrà poi allieva. Durante le performance Rōkyoku, Sawamura entra in perfetta simbiosi con il declamatore, impegnandosi affinché ogni nota diventi come la pennellata di un pittore che dipinge di fronte allo spettatore lo scenario del racconto recitato.

 

Il Rōkyoku è un’arte performativa che include elementi narrativi – recitati o cantati da un declamatore – e musica dello shamisen, strumento a tre corde della famiglia del liuto. Nota in passato col nome naniwa-bushi, ebbe origine all’inizio dell’epoca Meiji (1868-1912). Il narratore racconta una storia nella forma di monologo, seguendo una certa intonazione indicata dal musicista dello shamisen. Lo strumento necessita di una accordatura specifica, detta sansagari (accordatura MI-LA-RE). Nato come evoluzione/reinterpretazione di sermoni e canti religiosi, il Rōkyoku si trasforma nel tempo in arte performativa di strada, raccontando i sentimenti della gente comune, incluse obbligazioni morali, empatie, spirito cavalleresco, lealtà, dubbi, amore e via dicendo. Se si confronta con altri generi declamatori (rakugo, kodan), il Rōkyoku si distingue per la mancanza di uno stile codificato; la formazione del narratore (Rōkyokushi) inizia emulando stile e tecnica del proprio maestro, ma ci si aspetta che ogni artista acquisisca un proprio linguaggio espressivo, unico e distintivo; tale unicità è anche il motivo per cui il Rōkyoku non ha i presupposti per essere riconosciuto ufficialmente come un genere di performance tradizionale, non esistendo una tradizione formalizzata. Voce, intonazione e tecnica declamatoria “tanka” – dal tono caustico e pungente – sono gli elementi caratterizzanti il monologo Rōkyoku e ne costituiscono anche l’intrinseca complessità.

 

SENDAI NO ONIFUFU/L’INVINCIBILE COPPIA DI SENDAI

Appartenente al repertorio classico del rōkyoku, racconta la storia di O-Sada – la più bella fanciulla di Sendai, nonché abilissima spadaccina di alabarda (naginata) – e Senzaburō, uno scommettitore dalla vita sregolata che la chiede e ottiene in sposa.

Ogni mattina O-Sada consegna a Senzaburō 1 ryō e lo manda a fare scommesse, e puntualmente l’uomo perde, e torna a casa senza denaro. La cosa va avanti così per giorni, finché una mattina O-Sada ammonisce il marito dicendogli che potrà ottenere il denaro per le scommesse solo se sarà in grado di vincerla a duello.

Nettamente superiore per tecnica e abilità, O-Sada vince più volte Senzaburō con facilità e solo dopo un lungo addestramento presso un rinomato dōjō, l’uomo riesce a terminare il duello in assoluta parità. O-Sada a quel punto getta via l’alabarda e loda il marito per il livello raggiunto. Da allora i due coniugi, conosciuti con l’appellativo Sendai no onifufu (l’invincibile coppia di Sendai), vissero a lungo felici e contenti.

 

 

TEATRO ELFO PUCCINI
CORSO BUENOS AIRES 33 
20124 MILANO
www.elfo.org
Biglietteria +39 02.00.66.06.06
biglietteria@elfo.org
Orari Biglietteria

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Nanafuku Tamagawa presenta il suo spettacolo anche a Roma e a Trieste:

martedì 29 maggio 2018 ore 19
Istituto Giapponese di Cultura
Via Antonio Gramsci, 74  – 00197 ROMA
http://www.jfroma.it/narrazioni-melodiche-del-giappone/

martedì 12 giugno 2018 ore 19
Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”
Palazzo Gopcevich
via Rossini 4 – 34132 Trieste

http://www.museoschmidl.it